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Toute la Culture
'Ici, l’Art subtilior de l’Italie du Nord et des « cansos » (chansons) plus intériorisées de France sont magnifiquement déployéspar les chanteurs Perrine Devillers, Yukie Sato,et Vivien Simon.'
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Diapason
Diapason d'or: Prises de son d'exception
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BBC Music Magazine
4½ Stars
Choral & Song Choice: '...a magical sound-carpet of music...altogether an impressive and revelatory first recording from the Sollazzo Ensemble...'
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Le Soir
'C'est tout l'attrait de cet enregistrement où des chants de moralité sont revisités avec une grâce presque spontanée qui en détaille les délices et les volutes vocaux.'
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All Music
4½ Stars
Best of 2017: 'The ensemble's pure instrumental sonorities and virtuosic singing make this album a delightful introduction to medieval music, and the recorded sound makes the listening experience a pleasure.'
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Early Music America
'This is an exceptional performance; it is full of vitality and enthusiasm, facility and flexibility...'
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Diapason
Diapason d'Or: 'The musicians led by Anna Danilevskaia bring a bold freshness to these songs, which, driven by their passion, reveal a bright and picturesque Middle Ages.'
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Early Music Review
'...when I put on this CD I was instantly captivated by the superb performances...Magical!'
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The Arts Desk
Disc of the Year: 'Sollazzo Ensemble's exuberant collection of medieval songs is my disc of the year.'
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BBC Radio 3 'Record Review'
'These ancient works come off the page with a freshness and immediacy that’s compelling...Quite a debut!'
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Culturopoing
'Vivant et piquant sont deux adjectifs qui pourraient merveilleusement définir la prestation de l'Ensemble Sollazzo qui livre un premier disque concis et brillant, courageux par le nombre de musiques rares, voire inédites, qu'il propose.'
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De Standaard
Critics’ Choice – #4 Best Recording of 2017: 'Medieval enchantment! These newcomers...are so incredibly promising.'
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The Arts Desk
'This is an exceptional release, and the most enjoyable early music collection I've encountered...It's phenomenal: excitement, sensuality and sheer fun abound.'
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Gramophone
Editor's Choice: 'This has to be one of the most exciting and engaging releases of medieval song in recent years...absolutely bewitching.'
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The Sunday Times
'The Sollazzo Ensemble brilliantly express text and flavour.'
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Wunderkammern
'Of all the recordings of medieval music that I have been given to listen to this year, Parle qui veut is probably one of the best...'
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Stretto
'Very, very special. Not to be missed.'
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The Observer
4 Stars
'This imaginative debut album from the prize-winning six-member young Sollazzo Ensemble is a landmark: a wholly original approach to the secular music of the 14th century, done with energy and flair.'
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iTunes
'It’s hard to imagine this music performed more vibrantly.'
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Sollazzo Ensemble - Parle qui veut - Giornale Della Musica


07 December 2017
Giornale Della Musica
Paolo Scarnecchia

Il Sollazzo Ensemble, costituito nel 2014 a Basilea e diretto da Anna Danilevskaia, ha conquistato in poco tempo l’attenzione del pubblico e della critica ottenendo importanti riconoscimenti grazie alla freschezza e alla originalità del suo approccio alla musica fra il tardo Medioevo e il Rinascimento.

L’Ars Nova è al centro dell’interesse di questo piccolo gruppo di cantanti e strumentisti vincitore della York Early Music International Young Artists Competition del 2015, e lo conferma l’esordio discografico realizzato, grazie al sostegno del programma europeo Eeemerging, con una etichetta indipendente particolarmente attenta alla qualità del suono.

La maggior parte delle canzoni polifoniche presentate, contenute nei codici Squarcialupi, Panciatichi, Mancini, e Chantilly, appartengono alla seconda metà del Trecento e rappresentano per la loro complessa raffinatezza quella che è stata definita ars subtilior. Il filo che le lega è costituito dall’intento edificante dei loro testi che oscillano tra l’esortazione proverbiale e l’invettiva, come “Il megl’è pur tacer” di Niccolò da Perugia dall’andamento ritmico danzante, e l’originale “Dal traditor” di Andrea da Firenze, che è una sorta di commistione tra la ballata e la caccia, per via dell’imitazione tra le voci. Due chanson anonime presentano i due casi estremi. Da una parte chi si sente costretto dalle maldicenze ad allontanarsi per sempre dalla amata con un dolente commiato lasciandole in pegno il suo cuore, come nella delicatissima e struggente “Pour che que je ne puis”; e chi incurante del giudizio altrui promette di servirla lealmente come in “Parle qui veut” che dà il titolo al disco.

Nelle due composizioni politestuali, il madrigale di Landini “Musicha son / Già furon / Ciascun vuol” e la caccia di Zacara da Teramo “Cacciando per gustar / Ai cinci, ai toppi” emerge in modo più evidente la tendenza alla stilizzazione con la quale le loro voci marcano l’attacco di alcune parole e giocano sul piano delle dinamiche enfatizzando le interconnessioni ritmiche dell’andamento polifonico. Questo distillato poetico musicale del Trecento italiano e francese richiede un ascolto attento e va assaporato lentamente, magari a più riprese, per poter cogliere tutte le sfumature, allusioni, metafore e i riferimenti classici di questa arte raffinata e a tratti enigmatica.


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