Berlioz Symphonie Fantastique - SCO & Ticciati - Audio Review

Linn non è soltanto la storica azienda fondata da Ivor Tiefenbrun nota per i suoi giradischi ed in seguito per l'intera linea di prodotti
high-end. Se il mitico Linn Sondek ha scritto un capitolo importante della storia dell'alta fedeltà, oggi sono i music server a portare avanti un marchio che tanti appassionati hanno conosciuto. Una costola importante della Casa è rappresentata appunto dalla Linn Records, label discografica attenta al profilo tecnico delle proprie incisioni, proponendosi con realizzazioni artistiche di primo piano grazie alla presenza "locale" di validi interpreti. La produzione di dischi in SACD è tradizionale per questa etichetta, un formato che oggi si rende disponibile con rinnovato vigore grazie alla presenza di un buon numero di lettori multistandard Bluray con caratteristiche audio davvero interessanti (Oppo, Primare, Cambridge Audio, tanto per non fare che qualche nome). Ma non basta. L'attenzione per i formati "liquidi" da parte di Linn è ben nota, tanto che molte incisioni (questa compresa) sono disponibili
direttamente dal sito in formato "risoluto" (anche 192 kHz) per chi ama smanettare col proprio PC. La "Fantastica" è un affresco sonoro ancora oggi moderno ed emozionante, che in questa incisione ascoltiamo con uno smalto nuovo quanto mai seducente.
Articolata in cinque movimenti piuttosto che nei tradizionali quattro, la "Fantastique" non esaurisce nell'ispirazione biografica la sua originalità. Lo spunto biografico offre un programma nel quale l'autore immagina di essere caduto in un sonno profondo con sogni indotti da oppiacei. Questa "idea fissa" è rappresentata da un tema ricorrente, un "leitmotiv" che percorre tutta la composizione. L'amore contrastato è un tema tipico del romanticismo, ma non in questo si esaurisce l'originalità della "Fantastique". Ricordiamo che per l'autore "La Musique se suffisant à elle même", ovvero "la musica basta a se stessa", non ha bisogno di programmi. Berlioz arricchisce le sonorità dell'orchestra, rendendo protagonisti strumenti come il basso tuba, il controfagotto, una sezione di percussioni ampia e diversificata. Rende inoltre più incisivo ed autonomo il ruolo degli ottoni, elabora inediti rapporti di forza tra le sezioni dell'orchestra. Colore strumentale e raffinatezza timbrica diventano ingredienti essenziali del linguaggio, quando anche gli strumenti più consueti sono chiamati ad esprimersi con sonorità originali. Robin Ticciati è qui all'esordio come direttore alla testa della Scottish Chamber Orchestra. Cosa ci fa un'orchestra da camera con la "Fantastique", partitura che trasforma la grande orchestra dell'Ottocento? Siamo in effetti di fronte ad una lettura di scuola filologica, attenta agli accenti e alle frasi, ma soprattutto alle sonorità "autentiche" degli archi (poco o nulla vibrato), alla limpidezza della gamma centrale che arricchisce il pathos sonoro di questa pagina che nel 1830 rivoluzionò la scrittura sinfonica. Quello che voglio sottolineare è la trasparenza delle linee sonore proposte in questa incisione, un senso di penetrazione all'interno della trama musicale che regala ogni sfumatura di una lettura brillante ed originale. Nel semplice "due canali" il risultato è eccellente, per il senso di naturale dinamica che si coglie non soltanto (lo so che andate tutti a sentire quella parte come prima cosa) nel rutilante episodio della Marcia al Supplizio, ma più ancora nel semplice dialogo tra corno inglese e oboe nel tempo lento, il pastore che chiama la pastorella, la pastorella che risponde (è questo il senso del programma visionario del giovane e focoso Berlioz). C'è tutta la concretezza del corpo strumentale anche in questo "assolo" avvolto dal silenzio, un silenzio che però non nasconde lo spazio della sala. Al termine del movimento la pastorella (oboe) non risponde più al pastore (corno inglese) e giunge invece, più volte, il rombo del tuono, con il rullante di otto timpani a raffigurare in un drammatico cluster di note la potenza della natura ed il presagio del movimento successivo, la solita "Marcia" che vi solleverà dalla sedia. Archi e fiati di pregevole realizzazione, ma non avrei dedicato a questo disco la mia pagina preferita di AUDIOREVIEW se anche gli "special effects" prescritti dall'autore non fossero scolpiti a tutto tondo. Il rullante possente di grancassa, le campane rese in straordinaria ed affascinante prospettiva soprattutto nella fruizione a cinque canali, le pause ed i possenti crescendo, il minaccioso incidere degli ottoni chiamati ad esprimersi con suono per l'epoca assolutamente innovativi. Bravo questo Ticciati e notevole la freschezza timbrica della formazione scozzese, puntuale in ogni sezione e ottoni in nobile primo piano. Si coglie allora il ruggito minaccioso dell'oficleide che sostiene dal basso il corpo degli ottoni, protagonista forte di questa partitura come antenata del moderno basso tuba che da Berlioz in poi non abbandonerà più un posto importante in orchestra. Buon ascolto.

20 July 2012