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Dunedin Consort - Handel: Samson - Giornale Della Musica

L’affascinante oratorio Samson su libretto di Newburgh Hamilton, basato sulla tragedia Samson Agonistes e altri poemi di John Milton, venne completato dopo da Händel il Messiah ed eseguito nel Covent Garden Theatre nel 1743. Il Dunedin Consort diretto da John Butt dopo averlo eseguito nell’aprile del 2018 a Cracovia nel corso del festival Misteria Paschalia, ha registrato questo grandioso affresco biblico che narra la storia della fine del giudice israelita nella sua forma integrale così come apparve al suo debutto, poiché nelle successive repliche parte dei recitativi venne tagliata, ed è per tale motivo che il cofanetto è composto da tre dischi.

Questa composizione segna il passaggio definitivo tra la lunga e felice stagione delle opere in stile italiano e quella degli oratori in lingua inglese che sono il frutto dell’età matura. Il Samson fu accolto con molto successo e venne eseguito ripetutamente durante la vita di Händel ed è oggi considerato uno dei suoi principali capolavori. Grazie alla notevole esperienza di operista, il compositore riuscì a infondere nelle arie dei protagonisti del dramma una grande varietà di affetti, vedi la memorabile “Total eclipse”, e allo stesso tempo a creare un clima di tragica solennità grazie alla  presenza dei cori che rappresentano il popolo degli Israeliti e dei Filistei. Come era sua abitudine, Händel trasse ispirazione o prese a prestito musiche di alcuni colleghi, come Legrenzi, Astorga, Telemann, Muffat, Keiser, Porta e naturalmente Carissimi, oltre che ripescare qualcosa delle proprie cantate giovanili, secondo quei procedimenti caratteristici della cosiddetta “transformative imitation”.

Per avvicinarsi il più possibile all’organico e alla prassi musicale dell’epoca del “Caro Sassone”, per le parti corali dell’oratorio il direttore dell’ensemble scozzese ha scelto di mettere a fianco degli otto eccellenti solisti vocali anche le voci bianche del Tiffin Boys’ Choir che si fondono con quelle dei soprani rendendo più ricca e brillante la loro tessitura. 

Giornale della Musica
05 November 2019