Gothic Voices - The Dufay Spectacle - Musica

Evviva gli sposi!

Le partiture del brillante compositore fiammingo Guillaume Dufay vengono rivisitate magistralmente nella piú recente incisione dell’ensemble Gothic Voices, trasportandoci nelle liete atmosfere delle feste nuziali .

Èil primo giorno dell’anno e l’occasione festiva si presta alla celebrazione di un evento nuziale in cui gli ospiti sono invitati a celebrare i novelli sposi attraverso il canto e le danze.

A questo particolare contesto si ispira l’antologia The Dufay Spectacle, in cui Guillaume Dufay, celebrato compositore fiammingo, è anche l’ospite speciale, le cui musiche concorrono ad arricchire l’evento. Proprio Dufay, in piú occasioni, fu chiamato ad allietare con le sue musiche e con ingaggi prestigiosi i personaggi di alcune delle piú famose corti del Quattrocento: i Malatesta a Rimini, gli Estensi a Ferrara, i Medici a Firenze, senza dimenticare la cappella papale, di cui fu cantore sotto il papato di Martino V, e la corte di Amedeo VIII di Savoia. Una carriera artistica a dir poco eccezionale che lo ha portato a essere, in breve tempo, tra i compositori piú richiesti del periodo, grazie anche a un linguaggio musicale straordinario, capace di farsi portavoce delle nuove tendenze musicali che da lí a poco sfoceranno nella grande stagione rinascimentale.

Motivo conduttore della raccolta è la chanson Ce jour de l’an, tra le piú famose di Dufay, che celebra la gioia dell’amore. Il brano apre l’ascolto nella splendida esecuzione per voce sola del baritono Stephen Charlesworth e lo riascoltiamo, successivamente, in forma di improvvisazione strumentale con viella ad arco, in altre due versioni per salterio solo e viella ad arco sola, e, infine, a chiusura dell’antologia, in una lettura polifonica per voci e strumenti, in un tripudio di festose sonorità.

Gioie amorose e toni solenni
Al tema della festa nuziale ci riconducono Resveillez vous, composta per il matrimonio di Carlo II Malatesta e Vittoria Colonna (1423), una chanson che, insieme a Vasilissa, ergo gaude, ci testimonia dei legami tra Dufay e la corte malatestiana. La stessa atmosfera legata al tema della gioia degli amanti si respira in Entre vous, gentils amoureux e Estrinez moy, je vous estrineray. Solenne è il tono proposto da Ecclesiae militantis, mottetto dedicato all’incoronazione dipapaEugenioIV,edaunaltro mottetto, Salve flos Tuscae gentis, che celebra il popolo fiorentino: brani di circostanza, che danno prova, con molti altri della produzione di Dufay, e dei suoi legami con i «potenti» del tempo. Non mancano partiture dai toni piú mesti, come Je vous prie e Las que feray? Ovvero il canto di dolore Je me complains piteusement, la cui scrittura in ritmo giambico crea un forte pathos drammatico.

Fatto tesoro di tutte le innovazioni prodotte durante la grande stagione arsonivistica del Trecento, Dufay compie una straordinaria opera di sintesi, aprendo il linguaggio musicale a una visione e a una sensibilità nuove, dove il testo diventa sempre piú fulcro ed elemento ispiratore principale. A questo modo di concepire il discorso musicale si ispira il quartetto inglese Gothic Voices, fondato nel 1980, con un’interpretazione sensibile e pronta a cogliere in maniera intelligente la ricchezza espressiva dei testi. Con estrema precisione ritmica le voci di Catherine King, Clare Wilkinson (ospite del gruppo), Steven Harrold, Julian Podger e Stephen Charlesworth si amalgamano perfettamente tra loro, creando una perfetta sintonia anche con i quattro strumentisti che li accompagnano: Jane Achtman alla viella d’arco e al flauto; Andrew Lawrence-King all’organo, regale, arpa e salterio; Keith McGowan alla dulciana e alla ciaramella; ed Emily White al sackbut, antesignano del trombone. Una produzione di grande livello, in cui l’ensemble si conferma tra i migliori interpreti nel panorama della discografia medievale.

Musica
02 January 2019